Gli impegni

La Fondazione Nuovo Ospedale con l’ospedale unico Michele e Pietro Ferrero, da 12 anni ricerchiamo l’eccellenza. Un impegno che cresce nel tempo

Il cammino della Fondazione Nuovo Ospedale Alba-Bra Onlus inizia il 28 marzo 2008 per volere di singoli cittadini, imprese ed associazioni del territorio, a due anni esatti dall’apertura del cantiere per la costruzione del nuovo ospedale Alba-Bra. In questi 12 anni di attività ha raccolto e donato all’ospedale pubblico apparecchiature, impianti, strumenti diagnostici ed arredi del valore di circa 25.000.000 euro.

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Siamo un esempio unico in Italia di fondazione di partecipazione privata impegnata a rendere l’ospedale pubblico una struttura con un elevato standard di comfort (stanze singole/doppie con servizi igienici interni, umanizzazione dei reparti, apparecchiature elettromedicali d’avanguardia) in grado di dare il maggior benessere possibile ai pazienti in cura.

L’impegno della Fondazione, grazie alla partecipazione attiva e alla generosità di soci e sostenitori, ha contribuito a rendere il nuovo ospedale pubblico un esempio di eccellenza nel panorama della sanità regionale piemontese, spinti dalla convinzione che il territorio Alba-Bra-Langhe-Roero meritasse di possedere anche nel campo delle cure ospedaliere la stessa eccellenza espressa in altri settori.

La Fondazione, infatti, si è spesa su più fronti, supportando negli anni passati l’operatività dei due ospedali storici di Alba e Bra e, nel contempo, dotando il nuovo ospedale “Michele e Pietro Ferrero” di apparecchiature, impianti, strumenti diagnostici ed arredi, e finanziando progetti di collaborazione con varie università (Torino, Milano, Politecnico di Milano e Torino).

Inoltre, si è impegnata in modo continuativo nel promuovere la ricerca clinica, nonché l’attività di formazione e aggiornamento del personale.

 

Numerosissime sono le donazioni della Fondazione che si sono succedute negli anni:

 

  • Arredi per le camere di degenza per adulti e minori con testaletto bifacciali verticali, tv 43’’, cassaforte e divanoletto per l’accompagnatore nella camera ad un letto;
  • Pronto Soccorso (DEA OBI);
  • Solleva-pazienti elettrici a binario per la movimentazione in sicurezza in ogni camera di degenza e in altri locali pari a circa 4 km di binari a soffitto; l’ospedale Ferrero è secondo in Europa dopo il Karolinska di Stoccolma;
  • Letti elettrici differenziati per tipologia di degenza;
  • Accessori per i bagni interni alle camere di degenza;
  • Intero allestimento delle 11 sale operatorie: di cui 1 sala robotica con il sistema robotico chirurgico “da Vinci” e una sala ibrida con angiografo di ultima generazione;
  • Blocco parto (composto da 3 poltrone travaglio; tavolo operatorio; vasca parto; attrezzature compresa lampada scialitica; arredi sale parto);
  • Sala angiografica per l’emodinamica;
  • Isolatore chemioterapico;
  • Laboratorio di anatomia patologica;
  • Sistema di movimentazione assistita in sicurezza (carrozzine);
  • Tac e ecografo per la radiodiagnostica con un ventilatore polmonare, un iniettore angiografico e un defibrillatore;
  • Arredi per i locali non sanitari (lavoro personale), le sale di attesa;
  • Ambulatori medici;
  • Sala giochi pediatrica;
  • Illuminazione della piazzola dell’elisoccorso 118 a Cortemilia per garantire un pronto soccorso a tutta la Valle Bormida;
  • Borse lavoro per i medici della chirurgia per garantire interventi nel campo epato-biliare, dell’urologia, l’ortopedia e della nutrizione clinica;
  • Formazioni specialistiche per il personale della radiodiagnostica (master universitario in radiologia interventistica) e del personale dell’hospice;
  • Ricerche e consulenze specifiche finanziate per supportare a livello organizzativo la messa in funzione del nosocomio (ingegneria clinica, sanitaria, logistica e gestionale) e per avviare progetti di umanizzazione e accoglienza nella struttura.

 

Anche nel corso di quest’anno complicato, la Fondazione Nuovo Ospedale Alba-Bra Onlus non ha mai fatto mancare il proprio supporto, ponendosi al fianco dell’ASL CN2 per affrontare l’Emergenza COVID-19 e spendendosi fortemente per la causa. Tra le donazioni effettuate:

 

  • Progetto accoglienza operatori sanitari Covid-19 attraverso il quale la Fondazione ha supportato l’ASL CN2 nelle spese di sistemazione alberghiera, comprensiva di vitto e alloggio in stanza singola, per il nuovo personale sanitario (medici, infermieri, etc…) che ha preso servizio a fine marzo nel nuovo ospedale a Verduno fino alla compartecipazione alla spesa di 200.000 euro;
  • Letti elettrici per terapia intensiva e sub-intensiva l’iniziativa è stata accolta anticipando la consegna di 34 letti elettrici: 12 da terapia intensiva e 22 da terapia sub-intensiva. Nei giorni subito successivi al primo lockdown sono stati ordinati ulteriori 10 letti da terapia sub-intensiva per un totale 44 letti di ultima generazione;
  • 5 totem per la telemedicina per collegare gli specialisti tra l’ospedale di Alba-Bra e Verduno;
  • 1 robot lightstrike Xenex, direttamente dagli USA, per combattere i virus: agisce disinfettando la camera attraverso l’emissione di xeno, un gas nobile ecologico, ad alta intensità di luce UV, in grado di distruggere rapidamente i germi infettivi intaccando in pochi minuti il dna e l’rna di batteri e di virus;
  • 4 sistemi hygenio per la decontaminazione di attrezzature e superfici;
  • 1 unità mobile per radiografia Mac r32;
  • 20 fonendoscopi elettronici;
  • 16 tablet per mettere in contatto pazienti in isolamento in ospedale e le famiglie;
  • Grazie all’iniziativa congiunta tra Fondazione e l’artista Valerio Berruti “l’abbraccio più forte”, è operativo un ambulatorio mobile polidiagnostico al servizio del territorio di Alba-Bra-Langhe-Roero.  Un servizio mobile per rafforzare la medicina e l’assistenza infermieristica di territorio particolarmente prezioso in questo periodo;
  • Integrazione della fornitura dell’Unità di Crisi della Regione Piemonte con la consegna di materiali per la protezione del personale sanitario impiegato nell’emergenza (dispositivi di protezione individuale-dpi, igienizzante, etc…). Sono state consegnate anche 5.000 mascherine nelle case di riposo (RSA) del territorio, nelle strutture per disabili e a tutti i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta.

Proprio nel corso dell’anno 2020, oltre a ricoprire un ruolo cruciale nel superamento della fase emergenziale, non ha mai fatto mancare il proprio supporto nemmeno alle attività ordinarie, rendendo l’ospedale a Verduno una struttura funzionale e strategica, capace di conquistarsi la fiducia degli utenti e rendendolo appetibile per molti professionisti, grazie a:

  • Borse di studio per i medici specializzandi;
  • Allestimento dell’area ricreativa psichiatrica;
  • 12 culle pediatriche;
  • 16 culle nido adatte al rooming-in (completa di materassino);
  • 2 culle di trasporto intraospedaliero riscaldanti;
  • Allestimento dei punti di accoglienza delle due hall di ingresso lato Verduno e lato Santa Vittoria;
  • Abbellimento verde della scalinata lato nord ingresso Santa Vittoria;
  • Realizzazione di un ascensore esterno per disabili lato nord ingresso Santa Vittoria;
  • Allestimento della cappella interna al nosocomio;
  • Radioterapia: acquisto di attrezzature e arredi per attivare il servizio di radioterapia (tac simulatore (large bore) comprensiva di lavori annessi e kit laser per simulazione; un applicativo per la gestione e realizzazione dei piani di trattamento (tps); set di sistemi di dosimetria per fisica sanitaria; set di presidi di immobilizzazione; arredo e progetto umanizzazione.

 

Guardando, infine, all’immediato futuro, la Fondazione si sta già prodigando per realizzare due “sogni del cassetto”.

Il primo è “L’ospedale nella natura, la natura nell’ospedale”, ovvero la realizzazione di un parco, dentro e intorno all’ospedale, con healing gardens (giardini terapeutici) il cui obiettivo sarà favorire la salute e il benessere delle persone che lo vivono. Per questo studio la Fondazione si è avvalsa della collaborazione dei Professori Giulio Senes e Natalia Fumagalli, dell’Università degli Studi di Milano, tra i massimi esperti di giardini terapeutici in Italia.

Il secondo sogno è, invece, la realizzazione dell’auditorium del presidio “Michele e Pietro Ferrero”, i cui lavori inizieranno a metà gennaio e che doteranno il nuovo ospedale di una moderna aula per incontri informativi e formativi, ma di anche un ulteriore elemento “di umanizzazione” della struttura.

Tutto questo è un modello unico in Italia e non può e non deve essere dato per scontato.   La Fondazione è un esempio di generosità, oltre che di una spiccata capacità di comprendere, attraverso i soci e il Consiglio di Amministrazione, le speranze e bisogni della comunità, ed è una dimostrazione della capacità di cogliere, grazie alla fiducia conquistata, la generosità del territorio di Alba-Bra-Langhe-Roero.

“Il 19 luglio è un giorno che non dimenticheremo mai. Sono passati oltre due secoli dall’entrata in funzione degli ospedali di Alba e Bra. Siamo una generazione che ha avuto il privilegio di veder nascere un ospedale sul proprio territorio e di poter contribuire con interventi concreti. Come fondazione siamo entusiasti del cammino intrapreso e fieri del percorso realizzato fin qui –  dichiara Luciano Scalise, Direttore della Fondazione.  Per noi domenica 19 si sono concretizzati tutti gli sforzi compiuti per dare al territorio una struttura di eccellenza, ponendo le basi perché resti tale per le future generazioni. Da qui inizia un cammino fatto di impegni, a partire dal sostegno ai giovani medici specializzandi che lavoreranno nella struttura. Non allentiamo il nostro sostegno all’ospedale. Grazie a tutti coloro che in tutti questi anni hanno creduto nel progetto e hanno a cuore la nostra comunità”.

Grazie a…