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UN AUDITORIUM SALA CONFERENZE AL SERVIZIO DELL’OSPEDALE E DEL TERRITORIO ALBA-BRA-LANGHE-ROERO

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UN AUDITORIUM  SALA CONFERENZE AL SERVIZIO DELL’OSPEDALE E DEL TERRITORIO ALBA-BRA-LANGHE-ROERO

Allestimento di spazi formativi, sociali e culturali adiacenti al nuovo ospedale “Michele e Pietro Ferrero”

L’Auditorium è destinato ad attività istituzionali di formazione del personale, conferenze di luminari di medicina e della sanità, anche a livello internazionale, essendo video-collegato con il blocco operatorio ed avendo una cabina di regia ad alta tecnologia.

Il progetto mira a:

  • realizzare un’opera di qualificazione delle aree destinate a sala congressi/formazione (sala da 156 posti), riorganizzando gli spazi attualmente esistenti con allestimenti e tecnologie avanzate (ledwall e sala regia);
  • sostenere la formazione del personale ospedaliero consentendo anche collegamenti intra e extra ospedalieri; video conferenze a distanza,  dirette in collegamento con le sale operatorie;
  • permettere l’organizzazione di attività di incontro dedicate alla socializzazione, alla fruizione di eventi culturali nell’auditorium al servizio dei pazienti e del personale ospedaliero;

Una scelta  pensata anche nell’ottica di umanizzare i luoghi di cura e di portare, fin dentro l’ospedale, attività ricreative quali la presentazione di un libro, la proiezione di una partita di calcio, l’ascolto di un concerto, che possono avvicinare i pazienti stessi alla propria quotidianità, rendendo meno netto e stridente il confine con l’ambiente di cura.

Dal 15 ottobre 2021 sono iniziati i convegni medici e il pubblico verrà accolto da un’opera d’arte unica nel suo genere.

Da un connubio tra la Fondazione Ospedale Alba-Bra e l’artista David Tremlett si è sviluppato, inoltre,  il progetto “Verduno #1” che ha trasformato l’ingresso del nuovo Auditorium, sul lato sud dell’Ospedale Ferrero, in una galleria d’arte. Il nuovo Auditorium completamente allestito dalla Fondazione e donato all’ASL CN2, dopo 9 mesi di lavori strutturali e di abbellimento che include un progetto tecnologico di videocollegamento della sala con il blocco operatorio, si completa con un ingresso degno di un museo a cielo aperto.

“Il lavoro che ho realizzato è intitolato Verduno #1, perché gran parte delle mie opere negli ultimi 30-40 anni prendono il titolo dal luogo a cui si riferiscono e poi a una cifra. Ad esempio, un mio lavoro recente per Bloomberg a Londra è stato intitolato City Drawing #1. – dichiara David Tremlett, artista diventato famoso per i suoi wall-drawing e diverse opere sui muri di musei, chiese, spazi pubblici o dimore private di tutto il mondo, tra cui la Cappella del BaroloPer quanto riguarda il significato dell’opera, i disegni fanno riferimento alla forma architettonica, all’uso del colore e al bilanciamento di queste forme con determinati colori. Da studente ho studiato scultura -non pittura- quindi il tipo di forme che uso si riferisce molto più alla geometria e ai semplici concetti minimali. A concretizzare l’opera ci ha pensato Ferruccio Dotta, che da venticinque anni è uno dei miei più fedeli collaboratori e vive proprio nelle Langhe. Ho sempre amato le Langhe e la sua storia. Da almeno 30 anni, mi sento parte di esse con diversi progetti nella regione. Amo far parte attiva delle mie opere e per questo sono venuto a fine ottobre per vedere il lavoro ultimato. Quando più di vent’anni fa abbiamo iniziato con la Cappella del Barolo, ho subito pensato che fosse qualcosa di permanente per il territorio, e lo stesso vale per questa opera in Ospedale”.

Un’iniziativa che ribadisce l’importanza della ricerca della bellezza nella progettazione delle aree ospedaliere: “Grazie a queste novità il nostro diventa un ospedale all’avanguardia in Italia anche dal punto di vista culturale – afferma Bruno Ceretto, Presidente della Fondazione. Aprire gli spazi di cura all’Arte è stato naturale. In questi anni abbiamo allestito molti reparti, con l’aiuto di tutti, per accogliere, prenderci cura, aiutare le persone a suon di arte, di musica, di parole, di moderna tecnologia. Il senso è quello di un luogo pensato non solo come luogo di cura, ma anche di benessere, dove la qualità delle prestazioni e le migliori terapie si accompagnano alla qualità della vita. Del resto prendersi cura vuol dire prendersi a cuore ed è un atto creativo, un gesto che modifica l’esistente generando bellezza. E l’arte è bellezza”.

Grazie a…