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CIBO E SALUTE IN OSPEDALE: INNOVAZIONE, QUALITÀ E TERRITORIO

Ospedale

CIBO E SALUTE IN OSPEDALE: INNOVAZIONE, QUALITÀ E TERRITORIO

ABCIBI – la ricetta della salute

“Cibi Saporiti, Sani, Semplici, Stagionali” nell’Ospedale Michele e Pietro Ferrero.

Prende il via il Progetto ABCIBI – Cibo e Salute in Ospedale, promosso dalla Fondazione Ospedale Alba-Bra Onlus con l’ASL CN2, grazie al contributo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in collaborazione con la Regione Piemonte – Direzione Sanità e Welfare.

Il territorio di Alba, Bra Langhe e Roero, da sempre a vocazione enogastronomica d’eccellenza, lancia una nuova sfida portando “innovazione, qualità e territorio” in ambito ospedaliero.

Si tratta di un progetto che vuole avviare un processo di cooperazione volto a innovare il servizio di ristorazione ospedaliera, finalizzato alla realizzazione, presso il nuovo Ospedale Michele e Pietro Ferrero a Verduno, di una ristorazione di eccellenza, sostenibile e legata all’economia territoriale, fruibile dai pazienti, dai dipendenti e da altri utenti e di iniziative per promuovere la cultura alimentare come strumento di educazione e prevenzione.

In ospedale il pasto rappresenta per il paziente un elemento centrale del percorso di cura. Con il progetto ABCIBI, si punta a rendere la ristorazione ospedaliera riflesso dell’eccellenza gastronomica del nostro territorio.

Migliorare la qualità del cibo potrebbe cambiare la percezione della degenza da parte degli assistiti, garantendo un miglioramento sia della qualità di vita che del quadro clinico nutrizionale. Combattere la malnutrizione, che riguarda ancora oggi la maggioranza dei pazienti ricoverati, significa inoltre ridurre il rischio di complicanze e, quindi, i giorni di ricovero, impattando positivamente anche sulla spesa sanitaria.

Coerentemente alla mission della Fondazione Ospedale Alba-Bra di contribuire a sviluppare una struttura che abbia un elevato standard di comfort degna del territorio in cui viviamo, il miglioramento della qualità del cibo contribuirebbe a dare maggior benessere ai pazienti, ai loro familiari e al personale dipendente. La scelta di materia prime locali e di qualità, l’utilizzo di tecniche di cottura che preservino il sapore e il contenuto nutrizionale dell’alimento, la standardizzazione dei processi e la formazione del personale coinvolto porterebbero ad un miglioramento, sia a livello clinico, che a livello di customer satisfaction.

“Il momento del pasto – dichiara la Dott.ssa Cloe Dalla Costa, Responsabile della Nutrizione Clinica – riveste da sempre una possibile occasione di convivio e aggregazione familiare o sociale e nella giornata di un paziente ricoverato, questo può rappresentare l’unico momento di piacere, il punto in comune con la vita di tutti i giorni. L’idea innovativa di un pasto buono e di qualità, disponibile anche per familiari e amici contribuirebbe così a portare un po’ di atmosfera di casa in ospedale. Dal punto di visto dei dipendenti dell’ASL, il pasto in mensa può diventare il momento ideale per educare al gusto, sperimentando modalità diverse di preparazione del cibo e di scelta delle materia prime, con un occhio di riguardo alla qualità degli alimenti e della produzione, alla provenienza dei prodotti e all’impatto ambientale. L’educazione alla prevenzione è sicuramente importante per la collettività tutta, ma diviene fondamentale all’interno di un’Azienda la cui mission è proprio la tutela della salute della popolazione”.

Dal punto di vista pratico, il progetto ABCIBI prevede più fasi. Si sta svolgendo la prima fase, ovvero quella di analisi del contesto attuale, volta a studiare attentamente proprietà e costo dei pasti in ospedale, entità e caratteristiche degli acquisti e qualità percepita dai dipendenti, vale a dire coloro che usufruiscono quasi quotidianamente della mensa ospedaliera, al fine di comprendere meglio punti di forza e di debolezza della ristorazione attuale. Nei prossimi giorni, verrà chiesto a tutto il personale dipendente e ai collaboratori dell’Asl Cn2 di esprimere il proprio giudizio in un questionario on-line, compilabile sul portale dipendente e/o attraverso un QR code che verrà diffuso con cartellonistica dedicata all’interno dell’Ospedale.

Successivamente sono previste le seguenti implementazioni:

  • Formazione e aggiornamento continuo: formazione e preparazione professionale sono fondamentali perché un servizio sia gestito in modo efficiente e soddisfi i risultati attesi. La formazione e l’aggiornamento riguarderanno sia il personale di cucina, che il personale sanitario: il personale di dietetico deve essere aggiornato sulle tecniche culinarie e i cuochi sugli aspetti nutrizionali, affinché dal dialogo fra le due competenze si ottenga la redazione di menu con preparazioni nutrizionalmente corrette ed equilibrate, rispondenti alle necessità dei diversi stati clinici, buone e appetitose; il personale di reparto deve essere invece formato sull’organizzazione del servizio di ristorazione e sugli elementi di nutrizione e di corretta alimentazione con particolare attenzione alla prevenzione della malnutrizione e all’impiego di diete specifiche per patologia. Sarà quindi previsto un monte ore annuale adeguato all’aggiornamento del personale. Verrà favorito l’incontro in aula di professionalità e livelli d’inquadramento diversi, in modo da agevolare la creazione di canali comunicativi e coesivi più forti all’interno del gruppo e l’assunzione di responsabilità per l’intero processo. Si cercherà in particolare una formazione che prediliga modalità didattiche partecipate e proattive perché il confronto e l’“imparar facendo” aiutano l’interiorizzazione e il coinvolgimento. L’obiettivo è quindi promuovere la cultura della qualità; tutti gli operatori devono infatti comprendere l’importanza del ruolo cui sono deputati per il buon funzionamento dell’intero sistema produttivo.

 

  • Ridefinizione del dietetico ospedaliero: il vitto comune (vitto destinato a pazienti senza specifiche problematiche nutrizionali) rispecchierà il più possibile le tradizioni gastronomiche locali, nel rispetto di valori nutrizionali adeguati. Sulla base di questo vitto si ridefinirà anche il menù del personale dipendente, in un’ottica educativa e di prevenzione. Saranno poi garantite delle diete specifiche destinate a pazienti con patologie che richiedono una particolare terapia dietetica. Ogni ricetta del nuovo dietetico ospedaliero verrà ridefinita con attenzione con l’aiuto di un consulente esterno, in modo da garantire piatti semplici, saporiti, sani, stagionali con una corretta composizione in nutrienti.

 

 

  • Modifiche negli acquisti delle materie prime: verranno redatti nuovi capitolati di gara al fine di acquistare prodotti alimentari tutti italiani e di qualità più elevata. Nella logica della qualità e sostenibilità si ricercherà quanto più possibile l’acquisto di materie prime locali e stagionali.

 

  • Informazione per gli utenti: sarà predisposto adeguato materiale informativo (Carta del Servizio di ristorazione) per gli assistiti e per aiutare i familiari ad accompagnare l’alimentazione del loro caro durante il ricovero. Il menu sarà visibile oltre che online anche all’interno della struttura e riporterà, a scopo informativo, i prodotti utilizzati e la filiera seguita (prodotto locale, prodotto a denominazione di origine, prodotto surgelato, etc.).

 

  • Educazione: saranno predisposti interventi formativi ed informativi volti a promuovere salute e benessere per tutti e per tutte le età, da svilupparsi attraverso programmi di educazione alimentare e promozione di cultura di salute. Per questa azione il progetto coinvolgerà L’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e la Condotta Slow Food Alba-Langhe-Roero.

L’utilizzo di tecniche di cottura più efficienti, insieme con la standardizzazione dei processi, la formazione del personale e un piano adeguato di riduzione/recupero degli sprechi, oltre a garantire equità e replicabilità della qualità di tutti i pasti, permetterà di risparmiare risorse da investire nell’acquisto di materie prime di buona qualità, senza variare in maniera importante il food cost.

La ristorazione ideale, obiettivo del progetto, è quindi buona, perché assicura un’alimentazione sana e piacevole; educativa per i dipendenti e per gli assistiti; sostenibile, perché favorisce il consumo di prodotti territoriali, aiutando l’economia locale e perché rispetta l’ambiente dall’approvvigionamento dei prodotti al recupero degli scarti; innovativa, sicura e adeguata, perché si ispira alle più aggiornate linee guida in tema nutrizionale e mira al benessere delle persone e dell’ambiente.

 

 

Presenti al tavolo di lavoro: Bruno Ceretto – Presidente della Fondazione Nuovo Ospedale Alba-Bra; Sandra Vezza – Componente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Nuovo Ospedale Alba-Bra; Luciano Scalise – Direttore della Fondazione Nuovo Ospedale Alba-Bra; Massimo Veglio – Direttore Generale Asl CN2; Mario Traina – Direttore Sanitario Asl Cn2; Gianfranco Cassissa – Direttore Amministrativo Asl Cn2; Silvio Barbero – Vice presidente Università di Scienze Gastronomiche; Fulvio Prandi – Presidente della Condotta Slow Food Alba Langhe e Roero; Dalla Costa Cloe – Responsabile della Dietologia e Nutrizione Clinica dell’ASL CN2; Anna Rovera – Responsabile Progettazione Fondazione Nuovo Ospedale Alba-Bra.

Grazie a…