MILENA GABANELLI PRESENTA IL LIBRO “CODICE ROSSO” ALL’OSPEDALE MICHELE E PIETRO FERRERO DI VERDUNO

LA CELEBRE GIORNALISTA PRESENTA PER LA PRIMA VOLTA IN UN OSPEDALE IL VOLUME CHE SI OCCUPA DEL PRESENTE E DEL FUTURO DELLA SANITÀ PUBBLICA LANCIANDO L’ALLARME PER I RISCHI DI UNA COSTANTE PRIVATIZZAZIONE DELLE CURE

Da settimane in testa alle classifiche di vendita dei libri più letti in Italia, Milena Gabanelli ha presentato, in un auditorium dell’Ospedale Michele e Pietro Ferrero di Verduno da tutto esaurito, al il volume “Codice Rosso – Come la sanità pubblica è diventata un affare privato”.

Dopo il saluto del presidente della Fondazione Ospedale Alba-Bra Onlus cav. Bruno Ceretto, l’evento  è stato introdotto dal direttore Luciano Scalise che ha sottolineato la straordinarietà dell’incontro.

Si tratta, infatti, della prima presentazione del libro in un ospedale pubblico, scenario ideale per un volume che indaga sullo stato di salute della sanità pubblica.

«Siamo onorati di accogliere Milena Gabanelli, una delle più importanti giornaliste italiane, che con la collega Simona Ravizza del Corriere della Sera cura la rubrica Dataroom, fonte di informazione approfondita e documentata sulle principali tematiche di interesse pubblico – Hanno precisato Ceretto e Scalise – Il suo libro Codice Rosso è un’opera di alto valore sociale che analizza con estrema precisione le criticità della sanità italiana, fornendo dati e testimonianze che permettono ai cittadini di comprendere le cause del malfunzionamento del sistema sanitario e di pretendere dai decisori politici le competenze necessarie per correggerne le distorsioni».

Codice Rosso, infatti, non si limita a denunciare le problematiche della sanità pubblica, ma si propone come uno strumento di riflessione e stimolo per migliorare il sistema. Con numeri e dati concreti, il libro mette in luce le criticità, delineando un quadro che richiama l’attenzione di tutti coloro che hanno a cuore il futuro del servizio sanitario nazionale.

«E’ un piacere e un onore avere con noi Milena Gabanelli per questa serata di presentazione e confronto – ha proseguito Paola Malvasio, Direttore Generale dell’ASL CN2 – Il suo libro affronta, con documentata precisione e schietta analisi, la realtà in cui la cittadinanza e i professionisti della salute si trovano ad interagire quotidianamente. Le sue parole, come dimostra questo auditorium gremito di medici, infermieri e operatori, sono per noi un’occasione di riflessione e di stimolo per poter operare sempre al meglio, sempre nell’interesse della collettività e con l’intento di renderla ancor più partecipe dei nostri processi organizzativi e delle nostre dinamiche sanitarie».

Gabanelli ha spiegato come l’idea del volume sia nata nel periodo pre-Covid e come analizzi il passaggio da una sanità sempre più popolata da figure come i medici gettonisti ponendo l’attenzione sui piccoli ospedali di provincia, quelli a maggior rischio di perdita di servizi: «Gli ospedali sono presidi di un territorio e non devono essere spolpati e non devono rimanere sguarniti».

Entrando nel vivo della presentazione Milena Gabanelli ha sottolineato: «Tutto parte dal taglio della spesa pubblica per le borse di studio degli specializzandi nel 1999. Il blocco delle assunzioni ha aggravato la situazione e ha portato all’emergenza attuale in cui mancano oltre 30 mila medici. La crisi della sanità pubblica è figlia di 25 anni di tagli, non è arrivata tra capo e collo, ma ora si dice “La colpa era del numero chiuso”. La colpa non è del numero chiuso, è nella mancanza di attenzione della politica per la sanità pubblica. Una debolezza che favorisce la sanità privata che avanza e che favorisce lo strato di popolazione più abbiente».

L’evento, come detto, ha assunto un significato particolare poiché per la prima volta Milena Gabanelli ha presentato il suo libro all’interno di una struttura ospedaliera. «Siamo stati orgogliosi di mostrarle quanto sia stato realizzato in collaborazione con l’ASL CN2. Forse il prossimo libro potrebbe intitolarsi Codice Verde – Come la sanità è in via di guarigione, prendendo spunto proprio dall’esempio dell’ospedale di Verduno», hanno chiosato Ceretto e Scalise.

A conferma di questa missione, negli ultimi anni la Fondazione ha donato beni per oltre 28 milioni di euro all’ASL CN2, l’ultima grande realizzazione è il Centro di Simulazione Sanitaria Avanzata, inaugurato il 27 settembre 2024 e operativo dal 15 gennaio 2025. «Questa struttura è una vera rivoluzione nel campo della formazione professionale», hanno spiegato Ceretto e Scalise.

Domani, venerdì 7 febbraio, verrà presentato il nuovo Centro di Riabilitazione Visiva, situato al quarto piano del reparto di Oculistica. «Questo progetto è stato possibile grazie alla generosità della signora Elisa Signorini, che ha deciso di contribuire alla realizzazione di uno spazio fondamentale per i pazienti», ha ricordato il direttore Scalise.

Il 27 febbraio, invece, sarà inaugurato il Centro di Formazione, situato accanto al nuovo Centro di Simulazione. Nell’occasione la lectio magistralis inaugurale sarà tenuta dal professor Vito Mancuso, con un intervento dal titolo L’insegnamento della medicina da Ippocrate all’intelligenza artificiale.

«Anche questa struttura è il frutto di una donazione, quella della signora Anna Maria Cantamessa e di suo marito, il compianto Guido Giri. Il nostro obiettivo è chiaro: vogliamo che la sanità pubblica torni a essere il fiore all’occhiello del nostro Paese», ha concluso Scalise.

 

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