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L’ospedale nella natura, la natura nell’ospedale

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L’ospedale nella natura, la natura nell’ospedale

La Fondazione Nuovo Ospedale Alba-Bra, grazie al sostegno della famiglia Ferrero, realizzerà il parco del nuovo ospedale Michele e Pietro Ferrero a Verduno.

La Fondazione Nuovo Ospedale Alba-Bra è consapevole di quanto la natura sia importante per stare bene, come possa aiutare il percorso di guarigione dei pazienti e migliorare le condizioni di lavoro dei dipendenti.

Per questo si impegna a realizzare un parco dentro e intorno all’ospedale, con degli “healing gardens” (giardini terapeutici) per la salute e il benessere delle persone che lo vivono.

 

L’idea progettuale è di realizzare 50.000 mq di giardini curativi attorno e dentro all’ospedale

La struttura ospedaliera a Verduno è circondata da uno spazio verde che la completa e la arricchisce di quasi 15 ettari di terreni. In occasione dell’intitolazione del nosocomio alla memoria di Michele e Pietro Ferrero, la Fondazione Nuovo Ospedale Alba-Bra onlus ha espresso il desiderio di portare la natura “dentro l’ospedale” sfruttando la collocazione “dentro la natura” del presidio ospedaliero. Desiderio subito sposato e condiviso dalla Famiglia Ferrero che ha deciso di sostenerlo. 

Nelle scorse settimane è iniziato il percorso di progettazione partecipata delle aree verdi e degli spazi annessi all’ospedale (corti, terrazzi, portici), con sopralluoghi e incontri con il personale ospedaliero.

Per lo studio la Fondazione Nuovo Ospedale Alba-Bra si è affidata ai professori Giulio Senes e Natalia Fumagalli, dell’Università degli Studi di Milano, tra i massimi esperti di giardini curativi in Italia.

I primi reparti su cui si sta lavorando sono la Psichiatria, l’Oncologia e la Radioterapia. Si proseguirà a gennaio con Pediatria, Neuropsichiatria Infantile, Ginecologia, Gastroenterologia, Cardiologia e il Giardino degli Abbracci accanto alle camere mortuarie. Oltre alle aree prossimali, la mappatura ha interessato anche le aree remote sempre di pertinenza del nosocomio.

L’idea è di impiegare per il progetto tutti gli spazi dell’ospedale che si prestano a ospitare aree verdi o, comunque, arredi floreali. Pensiamo, in particolare, a portici, cavedi, terrazzi e aiuole, che andranno a collegarsi con gli spazi esterni, creando un grande parco ispirato ai più celebri “giardini curativi” del mondo che, come suggerisce il nome, contribuiscono ad accrescere il benessere delle persone. In sostanza, vogliamo che questa natura “entri” nell’ospedale. Infatti, è risaputo, e comprovato scientificamente, che il contatto con il “verde” assicura benessere alle persone. Addirittura Umberto Veronesi e Renzo Piano, nel piano redatto per conto del Ministero della sanità conosciuto come “decalogo sull’ospedale moderno”, indicarono il parco come un elemento imprescindibile per un nosocomio altamente curativo.

L’area a disposizione dell’ospedale offre la possibilità di immaginare molti ambienti verdi e colorati che, se messi in comunicazione tra di loro, andranno a formare un unico grande “disegno” destinato a chi abita e vive l’ospedale: dal paziente al personale sanitario e alle persone in visita. Ogni spazio del parco sarà dedicato a una funzione, dopo aver somministrato un questionario in modo da raccogliere le esigenze di ciascun reparto.

Un progetto di assoluta sostenibilità, che potrebbe essere arricchito mediante il collegamento del parco con la pista ciclabile, oggi da riprogettare, che, partendo da Alba, costeggerà il fiume Tanaro. Ma non è tutto. Come sogna il Presidente della Fondazione Bruno Ceretto, un’area potrebbe essere dedicata alla realizzazione di una vigna, un progetto simile a quello realizzato nella città francese di Beaune, in Borgogna, dove da 160 anni l’ospedale pubblico locale si autofinanzia promuovendo un’asta di “barrique” legati a vigneti pregiati che, nel tempo, l’ospedale ha ricevuto in dono».

 

In quanto tempo verrà creato?

Gli antichi suggerivano di piantumare alberi in modo che i posteri potessero goderne i frutti. Faremo crescere il progetto con determinazione, ma è evidente, vista la portata dell’iniziativa naturalistico-curativa, che servirà tempo. Nei mesi scorsi abbiamo ultimato la mappatura dell’intera area, iniziato gli incontri di progettazione partecipata con il coinvolgimento del personale dell’ospedale Michele e Pietro Ferrero e individuato alcune prime ipotesi:

  1. Viale di ingresso dell’ospedale
  2. Prato paesaggistico con alberi esemplari
  3. Sistemazione parcheggio lato Santa Vittoria
  4. Giardino della Psichiatria
  5. Sistemazione ingresso sud lato Verduno e Boulevard esterno
  6. Giardini dell’Oncologia
  7. Giardino della Radioterapia
  8. Giardino degli Abbracci
  9. Giardino della Neuropsichiatria Infantile
  10. Giardino della Pediatria
  11. Giardino della Gastroenterologia
  12. Giardino della Cardiologia

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Guarda l’intervista del Direttore Luciano Scalise sul tema del parco:

 

Grazie a…