Avviato il gruppo acquisto per ultimare le contrattazioni e portare la Radioterapia nel Nuovo Ospedale

La Radioterapia rappresenta oggi una delle più importanti modalità di cura dei tumori. È un trattamento localizzato, indolore, che coinvolge aree ben delimitate dell’organismo. L’alta energia utilizzata, molto più elevata di quella che si usa per le normali radiografie, porta a morte le cellule tumorali, impedendone così la fase di crescita. Non è invasiva, non richiede anestesia o medicamenti particolari e si esegue in tempi brevi: per questo è indicata anche per i pazienti non operabili o che non possono effettuare chemioterapia.

“Miriamo Dritti al Cancro. Aiutaci ad allestire la Radioterapia del nuovo ospedale con attrezzature d’avanguardia”, è lo slogan della sfida lanciata dalla Fondazione Nuovo Ospedale Alba-Bra Onlus nel febbraio 2017 e condivisa all’unanimità da tutti i sindaci del territorio.

A quasi tre anni di distanza si da avvio alla fase conclusiva delle contrattazioni, che porterà entro alcuni mesi all’allestimento definitivo del Servizio.

Ad oggi la Radioterapia non esiste né ad Alba, né a Bra, seppur i dati territoriali epidemiologici indichino i tumori maligni come seconda causa di morte sia per la popolazione maschile (30%) che per la popolazione femminile (20%) con 6670 prestazioni effettuate (dati anno 2017). È evidente come la mancanza sul territorio di un servizio di radioterapia costringa i cittadini in cura a sostenere il peso di numerosi trasferimenti presso altri ospedali del Piemonte e delle regioni limitrofe, con effetti sui costi familiari e sullo stesso benessere dell’ammalato.

Da un’intervista al Dott. Elvio Russi Primario del Servizio di Radioterapia dell’Ospedale Santa Croce di Cuneo (di competenza per l’intero quadrante provinciale), nonché Presidente nazionale dell’Associazione Italiana di Radioterapia Oncologica, si è compreso come all’avvio del progetto la dotazione della Provincia di Cuneo era carente per rispondere alle richieste di cure radioterapiche dei propri cittadini; infatti, per rispondere alle esigenze sarebbe necessaria la presenza di un acceleratore lineare ogni 140.000- 170.000 abitanti, mentre sul territorio provinciale vi sono soltanto due acceleratori operativi da diversi anni all’Ospedale Santa Croce, che servono ben oltre 600.000 abitanti (uno ogni 300.000 abitanti).

Portare la radioterapia a Verduno significa acquistare:

1) N. 1 ACCELERATORE LINEARE COMPRENSIVO DI LAVORI EDILI E IMPIANTISTICI DEL BUNKER;

2) N. 1 CARTELLA CLINICA DEDICATA ALLA RADIOTERAPIA PER LA COMPLETA GESTIONE ED AMMINISTRAZIONE DEL PERCORSO CLINICO RADIOTERAPEUTICO (OIS = ONCOLOGY INFORMATION SYSTEM);

3) N. 1 APPLICATIVO R&V (RECORD & VERIFY);

4) UN APPLICATIVO PER LA GESTIONE E REALIZZAZIONE DEI PIANI DI TRATTAMENTO (TPS);

5) N. 1 CT-LB (LARGE BORE) TAC SIMULATORE COMPRENSIVO DI LAVORI ANNESSI E KIT LASER PER SIMULAZIONE;

6) N. 1 SET DI SISTEMI DI DOSIMETRIA PER FISICA SANITARIA;

7) N. 1 SET DI PRESIDI DI IMMOBILIZZAZIONE;

8) ARREDO;

9) PROGETTO UMANIZZAZIONE.

Grazie all’avvio del Progetto “Miriamo Dritti al Cancro” e la mobilitazione territoriale conseguente, hanno aderito all’iniziativa anche la Regione Piemonte e la Fondazione CRC destinando 2 milioni di euro (1 milione ciascuno) per acquistare i punti 1-3. Di cui l’acquisto è a carico dell’ASL CN2 che, nei mesi scorsi, ha aggiudicato la gara di appalto. Grazie ai due contributi è stato possibile il rinnovo di alcune tecnologie anche per l’ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, che ha potuto così sostituire uno dei due acceleratori lineari, ormai vetusto. Inaugurato l’11 dicembre 2019, è un macchinario che permetterà di migliorare la precisione in radioterapia per il trattamento dei tumori, come ha spiegato il Dott. Elvio Russi (futuro responsabile del Dipartimento Interaziendale che comprenderà Verduno): “Sono due gli acceleratori acquistati. Uno è qui a Cuneo, l’altro verrà installato a Verduno: sono intercambiabili, è importante per i pazienti averne a disposizione due a livello provinciale. A Cuneo con questo acceleratore possiamo arrivare a curare 1800 persone all’anno, mentre ora sono 1300. Siamo orgogliosi di questo progetto, che è un valore aggiunto per tutti i cittadini. Ringrazio la Fondazione Nuovo Ospedale Alba-Bra per l’opera di sensibilizzazione e di coinvolgimento di tutto il territorio provinciale che ha permesso un salto di qualità e un passo avanti considerevole per il sistema Radioterapia in Provincia di Cuneo”.

Il resto degli acquisti dai punti 4-9 sono a carico della Fondazione Nuovo Ospedale Alba-Bra per un valore di circa due milioni di euro.

Nell’estate 2018 la Fondazione ha iniziato gli acquisti di sua competenza donando all’ASL CN2 una TAC simulatore (large bore) comprensiva di lavori annessi e kit laser. Con l’avvio del gruppo acquisti di oggi 9 gennaio 2020 (composto dai soci Gianpaolo Balli, Eugenio Rabino, Dario Rolfo) si ultimeranno le contrattazioni necessarie per ultimare l’allestimento.  Entro il mese di febbraio si acquisteranno: un applicativo per la gestione e realizzazione dei piani di trattamento (TPS); n. 1 set di sistemi di dosimetria per fisica sanitaria; n. 1 set di presidi di immobilizzazione. E tutto il necessario per l’arredo e l’umanizzazione di un’area di circa 1100 metri.

Dario Rolfo, Vicepresidente della Fondazione Nuovo Ospedale Alba-Bra, in conclusione alla mattinata di lavoro ha dichiarato: “La Fondazione rispetta gli impegni presi. Vogliamo eliminare il disagio dei nostri concittadini, che già in un momento di sofferenza come quello della malattia devono spostarsi a chilometri di distanza per potersi sottoporre ai trattamenti. Attualmente nella nostra zona sono circa 500 le persone che necessitano di tali trattamenti e che potranno nel giro di un anno essere sottoposti alle cure nel nuovo ospedale a Verduno grazie all’accordo e la gestione congiunta del servizio tra le due aziende sanitarie pubbliche (Aso Santa Croce e ASL CN2), ma soprattutto grazie a tutti i donatori che hanno creduto e dato fiducia alla nostra richiesta rendendola possibile”.

L’attivazione della Radioterapia, il nuovo ospedale diventerà il secondo centro della Provincia e l’11° in Regione Piemonte che, creando una sinergia con la rete oncologica piemontese, potrà dare il miglior servizio ai cittadini della zona di competenza, al quadrante di Cuneo e all’intera regione. Infatti, l’Associazione italiana registri tumori (dati 2015) afferma che ogni giorno in Italia si scoprono 1.000 nuovi casi di cancro; ma sono migliorate le percentuali di guarigione: il 63% delle donne e il 57% degli uomini è vivo a cinque anni dalla diagnosi. Tutto questo per la cronicizzazione delle patologie che, grazie a cure come la Radioterapia, diventano curabili nel tempo.

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