L’ARTE ENTRA IN OSPEDALE E MIGLIORA LA QUALITÀ DELLA VITA

Da un connubio tra la Fondazione Ospedale Alba-Bra e l’artista David Tremlett si è sviluppato il progetto “Verduno #1” che ha trasformato l’ingresso del nuovo Auditorium, sul lato sud dell’Ospedale Ferrero, in una galleria d’arte. Il nuovo Auditorium completamente allestito dalla Fondazione e donato all’ASL CN2, dopo 9 mesi di lavori strutturali e di abbellimento che include un progetto tecnologico di videocollegamento della sala con il blocco operatorio, si completa con un ingresso degno di un museo a cielo aperto.

Dal 15 ottobre sono iniziati i convegni medici e il pubblico verrà accolto da un’opera d’arte unica nel suo genere.

“Il lavoro che ho realizzato è intitolato Verduno #1, perché gran parte delle mie opere negli ultimi 30-40 anni prendono il titolo dal luogo a cui si riferiscono e poi a una cifra. Ad esempio, un mio lavoro recente per Bloomberg a Londra è stato intitolato City Drawing #1. – dichiara David Tremlett, artista diventato famoso per i suoi wall-drawing e diverse opere sui muri di musei, chiese, spazi pubblici o dimore private di tutto il mondo, tra cui la Cappella del BaroloPer quanto riguarda il significato dell’opera, i disegni fanno riferimento alla forma architettonica, all’uso del colore e al bilanciamento di queste forme con determinati colori. Da studente ho studiato scultura -non pittura- quindi il tipo di forme che uso si riferisce molto più alla geometria e ai semplici concetti minimali. A concretizzare l’opera ci ha pensato Ferruccio Dotta, che da venticinque anni è uno dei miei più fedeli collaboratori e vive proprio nelle Langhe. Ho sempre amato le Langhe e la sua storia. Da almeno 30 anni, mi sento parte di esse con diversi progetti nella regione. Amo far parte attiva delle mie opere e per questo sono venuto a fine ottobre per vedere il lavoro ultimato. Quando più di vent’anni fa abbiamo iniziato con la Cappella del Barolo, ho subito pensato che fosse qualcosa di permanente per il territorio, e lo stesso vale per questa opera in Ospedale”.

Un’iniziativa che ribadisce l’importanza della ricerca della bellezza nella progettazione delle aree ospedaliere: “Grazie a queste novità il nostro diventa un ospedale all’avanguardia in Italia anche dal punto di vista culturale – afferma Bruno Ceretto, Presidente della Fondazione. Aprire gli spazi di cura all’Arte è stato naturale. In questi anni abbiamo allestito molti reparti, con l’aiuto di tutti, per accogliere, prenderci cura, aiutare le persone a suon di arte, di musica, di parole, di moderna tecnologia. Il senso è quello di un luogo pensato non solo come luogo di cura, ma anche di benessere, dove la qualità delle prestazioni e le migliori terapie si accompagnano alla qualità della vita. Del resto prendersi cura vuol dire prendersi a cuore ed è un atto creativo, un gesto che modifica l’esistente generando bellezza. E l’arte è bellezza”.

 

“L’arte in ospedale è il segno che la ricerca di benessere non si interrompe mai, neanche di fronte alla malattia o alle ansie insite nelle attività ad alto contenuto emotivo come quelle che quotidianamente si svolgono in ospedale – aggiunge Luciano Scalise, Direttore della Fondazione. Sui muri dell’Ospedale Ferrero appaiono le forme e i colori della speranza. Grazie ai tanti progetti promossi dalla Fondazione: dalla decorazione pittorica realizzata d’artista braidese Silvia Allocco in Pediatria; al Piano colore realizzato dall’arch. Giulio Bertagna che abbellisce e umanizza sia la Radioterapia, che l’Ostetricia dalla Camera Calda al Blocco Parto e, non ultimo, questa vera e propria opera d’arte realizzata da David Tremlett, amante e amico delle Langhe, che renderà iconico l’Ospedale speriamo almeno quanto la Cappella del Barolo.  Le opere prodotte trasformeranno gli spazi dell’ospedale creando un ambiente nuovo, non solo per i pazienti, ma anche per i familiari e per tutti coloro che lavorano all’interno della struttura.  Gli spazi dedicati alla cura e alla ricerca dialogheranno con la bellezza delle opere d’arte per diffondere sensazioni positive, le stesse che si percepiscono entrando in contatto con la cultura, visitando una mostra o un museo”.

“Il bello provoca emozioni positive ed è in quest’ottica che si può contribuire ad aiutare i pazienti. Negli ultimi anni, grazie alla collaborazione della Fondazione e alla generosità della comunità sono stati realizzati molti progetti innovativi – commenta Massimo Veglio, Direttore Generale dell’ASL CN2 – Il comun denominatore di tutti questi obiettivi è stato il credere nella cura della persona nella sua globalità con i suoi spazi infiniti di vita, al di là di quello ospedaliero. Con queste certezze, da tempo abbiamo cominciato a immaginare un ospedale sempre di più aperto e disponibile a dare spazio significativo alla fantasia, all’arte, alla creatività e alle espressioni estetiche di linguaggi capaci di trasmettere emozioni e messaggi

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