Una roadmap per l’evoluzione dei servizi sanitari
Mettere la persona al centro significa ripensare ogni dimensione dell’esperienza di cura: gli ambienti, le relazioni, l’accoglienza, il benessere e le opportunità offerte dalla cultura e dall’innovazione.
Da questa visione nasce UMANA – Innovazione e umanizzazione, il progetto promosso dalla Fondazione Ospedale Alba-Bra, cofinanziato dalla Fondazione CRT, per accompagnare l’Ospedale Michele e Pietro Ferrero di Verduno in un percorso di mappatura e evoluzione dei servizi sanitari, attraverso la valorizzazione delle buone pratiche già presenti e lo sviluppo di nuovi modelli di umanizzazione delle cure.
Il progetto, avviato nel 2025, mette in relazione professionisti sanitari, ricercatori, volontari, istituzioni e realtà del mondo culturale, con l’obiettivo di trasformare le esperienze maturate negli anni in un patrimonio condiviso, documentabile e replicabile.
UMANA nasce dalla convinzione che la qualità dell’assistenza non dipenda esclusivamente dall’eccellenza clinica e tecnologica, ma anche dalla capacità di prendersi cura della persona nella sua interezza.
Il primo anno: riconoscere, valorizzare e mettere a sistema
Nel corso della prima annualità, sviluppata tra il 2025 e il 2026, UMANA ha posto le basi per un percorso strutturato di innovazione organizzativa e culturale.
L’Ospedale Ferrero rappresenta un contesto particolarmente significativo per questo lavoro: un luogo nel quale l’attenzione all’umanizzazione si esprime già attraverso iniziative dedicate all’accoglienza, alla qualità degli ambienti, alla comunicazione, al volontariato e all’integrazione di arte e cultura nei percorsi di cura.
A partire da questo patrimonio, il progetto si è concentrato su alcuni obiettivi fondamentali:
- riconoscere e mappare le pratiche di umanizzazione sviluppate negli anni;
- favorire il confronto tra le diverse professionalità coinvolte nell’esperienza ospedaliera;
- approfondire casi studio capaci di generare nuove conoscenze e modelli operativi;
- consolidare il dialogo con altre realtà sanitarie italiane;
- avviare la costruzione di strumenti per valutare l’efficacia e l’impatto delle iniziative.
L’intento è superare una visione dell’umanizzazione come insieme di singoli interventi, riconoscendola invece come una dimensione trasversale della qualità dei servizi sanitari.
Leggi l’articolo con una prima mappatura delle iniziative realizzate:
Tre ambiti di approfondimento per ripensare l’esperienza di cura
La prima annualità ha individuato tre ambiti di lavoro, dedicati ad aspetti differenti ma complementari dell’umanizzazione.
GustiAMO: nutrizione, gusto e qualità della vita
Il progetto GustiAMO, insieme al percorso di ricerca GustiAMO Trial, approfondisce il rapporto tra alimentazione, alterazioni del gusto e qualità della vita dei pazienti oncologici.
Attraverso un approccio multidisciplinare, la collaborazione con l’Università di Genova e attività che comprendono anche laboratori di cucina, il progetto esplora nuove possibilità di supporto non farmacologico alle persone che affrontano difficoltà alimentari legate alla malattia e ai trattamenti.
GustiAMO rappresenta inoltre un’importante occasione per valorizzare il ruolo della nutrizione clinica e ripensare l’esperienza del cibo durante il percorso ospedaliero.
Benessere integrale: prendersi cura anche di chi cura
L’umanizzazione riguarda anche le persone che ogni giorno lavorano all’interno dell’Ospedale.
Il secondo ambito di approfondimento è dedicato al benessere organizzativo e alla qualità dell’esperienza lavorativa dei professionisti sanitari, attraverso il confronto con esperienze e strumenti sviluppati in collaborazione con realtà di ricerca, tra cui l’IRCCS Fondazione Mondino.
L’obiettivo è approfondire il legame tra benessere degli operatori, relazioni professionali e qualità dell’assistenza, promuovendo una cultura organizzativa sempre più attenta alle persone.
Accogliere bene: un Ospedale più accessibile e vicino
Il terzo ambito riguarda l’accoglienza e l’orientamento delle persone all’interno della struttura ospedaliera.
Segnaletica, contenuti digitali, QR code, video informativi e presenza dei volontari diventano parte di un sistema integrato, nel quale l’accoglienza è considerata un elemento fondamentale del percorso di cura.
Inoltre grazie al progetto si è arrivata alla definizione della segnaletica esterna che unisce orientamento, cultura e cura con un percorso museale che attraversa il territorio e le scelte ambientali compiute.
UMANA in dialogo con la rete nazionale dell’umanizzazione

Uno dei risultati più significativi della prima annualità è stato il rafforzamento delle relazioni con altre organizzazioni impegnate nell’umanizzazione dei servizi sanitari.
Il percorso di confronto, avviato con HumanCare Siena 2025 e proseguito con HumanCare Genova 2026, ha consentito di condividere esperienze, approcci e strumenti con professionisti e istituzioni provenienti da differenti contesti sanitari.
UMANA ha inoltre contribuito ai tavoli di lavoro dedicati allo sviluppo di standard nazionali sull’umanizzazione delle cure, con l’obiettivo di elaborare riferimenti condivisi da sottoporre al confronto con AGENAS.
Attraverso il confronto con altri ospedali attraverso la partecipazione a convegni e incontri in presenza. Di grande importanza l’incontro di scambio di buone pratiche con l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Modena.
Leggi l’articolo: https://www.fondazioneospedalealbabra.it/lospedale-ferrero-incontra-lazienda-ospedaliera-universitaria-di-modena/).
A questo percorso si affianca la partecipazione alla XX Conferenza delle Reti HPH Italiane (Health Promoting Hospitals & Health Services), un’ulteriore occasione per approfondire il rapporto tra promozione della salute, benessere e trasformazione dei servizi sanitari.
Queste esperienze rafforzano la volontà di fare dell’Ospedale Ferrero non soltanto un luogo di sperimentazione, ma anche un interlocutore attivo nella costruzione di una cultura nazionale dell’umanizzazione.
Dalle buone pratiche alla misurazione dell’impatto
Un passaggio fondamentale del progetto riguarda la possibilità di comprendere e documentare gli effetti concreti delle iniziative realizzate.
Nel corso degli anni, la Fondazione e l’Ospedale hanno promosso numerosi interventi per migliorare l’esperienza delle persone: dagli ambienti di cura alle attività culturali, dall’accoglienza al sostegno dei pazienti e degli operatori.
UMANA intende ora mettere a sistema questo patrimonio, sviluppando un percorso di mappatura e valutazione in collaborazione con l‘Istituto Superiore di Sanità, presentato il 20 ottobre 2026 in occasione del Premio Gratitudine IX Edizione, è dedicato alla definizione di indicatori capaci di osservare e misurare l’impatto delle pratiche di umanizzazione.
Leggi l’articolo: https://www.fondazioneospedalealbabra.it/premio-gratitudine-2026-allistituto-superiore-di-sanita-ricerca-innovazione-e-umanizzazione-delle-cure/
L’obiettivo è affiancare alle esperienze e alle testimonianze dati ed evidenze scientifiche, per comprendere quali interventi producano benefici, individuare possibili miglioramenti e contribuire alla diffusione di modelli replicabili.










